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Universo Ipazia per un consapevole benessere
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Ma com’è possibile?

A settembre arriva nei negozi di abbigliamento la “nuova collezione invernale” e a ottobre c’è già chi la sconta.

Passeggiando per i centri città è una gara a chi sconta di più. Per attrarre chi? Quale tipo di cliente?

In questo marasma dei prezzi abbiamo perso la capacità di stimare il valore di un prodotto e forse di gestire il nostro denaro.

 

Sappiamo che per ogni oggetto esiste un valore intrinseco ma  esso è aumentato (a volte a dismisura) dalla fama del brand, che con pubblicità massiccia ci è diventato familiare e ha conquistato la nostra fiducia regalandoci un’immagine che ci emoziona.

Così come ne aumentano il prezzo il packaging, il livello di qualità percepito dei punti vendita ecc.

Ma il valore vero di un prodotto da cos’è dato?

Spesso non siamo consapevoli di quanti passaggi deve fare un prodotto (dalla carota al pullover poco cambia in questo caso) per arrivare nelle vetrine.

Ci sono:

  • il produttore
  • il distributore
  • il propagandista
  • il venditore

oltre a:

  • spese di pubblicità
  • di trasporto
  • di promozione
  • di confezionamento ecc.

e i costi ,come ben sappiamo, raramente diminuiscono, tutto costa sempre di più.

E’ vero anche che alcune aziende di prestigio esagerano o hanno esagerato nell’aumentare la marginalità, spesso per far fronte ad un maggiore impegno economico in campo promozionale e soprattutto per aumentare la percezione “lussuosa” di un prodotto.

Ci sta tutto, i mercati sono liberi ed è fino ad un certo punto giusto che ognuno “giochi le carte che ha nel proprio mazzo” e se queste carte sono una forte disponibilità economica ci sta che si investa in pubblicità, promozione e immagine.

Come si spiega però che oggi tante aziende prestigiose si buttino a capofitto nello sconto selvaggio?

Siamo sicuri che a beneficiarne sia il consumatore?

Forse queste aziende avevano esagerato nell’aumentare i prezzi e ora a fronte di un calo delle vendite cercano di recuperare il possibile

A volte aziende prestigiose sono in realtà con l’acqua alla gola a livello di bilancio e prima di fine anno devono fatturare più che possono

Forse riescono a diminuire i costi ricorrendo a produzioni in paesi dal costo lavoro più basso.

Chissà…

Certo è che persino le “intoccabili” farmacie oggi sembrano spesso mercatini.

Chi di voi ha mai osato chiedere uno sconto al farmacista? Io no.

E’ un po’ come chiederlo al medico o all’avvocato; ci vergogniamo e comunque le consideriamo categorie con le quali non si patteggia. Eppure anche loro (com’è ovvio che sia) hanno guadagni spesso anche grossi.

E quanti di voi hanno ricevuto uno sconto spontaneo in questi punti vendita?

Le vetrine delle farmacie sono tappezzate di offerte e sconti non solo su alcune specialità farmaceutiche ma soprattutto sulle marche cosmetiche che hanno contribuito a decretarne il successo glamour.

Creme e trattamenti molto costosi proposti con sconti fino al 40% mi fanno subito alzare le orecchie. Come possono farlo?

In questi casi non è mai il punto vendita che propone lo sconto ma l’azienda che detiene il marchio, che lancia campagne promozionali.

Certo chi vende numeri a tantissimi zeri può permettersi di abbassare la marginalità, magari con prodotti “civetta” che fungano da richiamo e dirottino poi sull’acquisto di altri prodotti.

E’ normale che in alcuni periodi si voglia premiare la clientela fidelizzata o attrarne di nuova con promozioni e offerte.
Ma scontare per tutto l’anno prodotti dei quali hai voluto convincermi della qualità e dell’equità del prezzo a furia di spot pubblicitari patinati beh… questo mi lascia davvero perplessa.

Un mercato onesto non dovrebbe avere oscillazioni di prezzo così alte da una città all’altra o da un mese all’altro. E’ un’alterazione di equilibri e fa sorgere lecite domande sulla gestione delle risorse di queste aziende.

Il consumatore è sballottato a destra e a manca alla continua ricerca dell' ”affare” e a rimetterci sono i piccoli commercianti o le piccole aziende che avendo margini ridotti non possono permettersi certe campagne di marketing. 

Ma non dovremmo essere attratti soprattutto dalla qualità? Dall’attualità? Da quanto un prodotto è adatto a noi e dalla fiducia che abbiamo in un’azienda perché nel tempo si è dimostrata affidabile?

Se compro un paio di scarpe che durano nel tempo, sono comode e dalla linea attuale beh… sarò portata a cercare nuovamente quel brand, anche se non è famoso.

Se compro una scarpa solo perché attratta dal prezzo basso posso non considerarne troppo la qualità e accontentarmi sulla comodità, con il rischio di lasciarla nella scarpiera e dimenticarmene.
Poca spesa ma sprecata.

E’ un argomento vasto e difficile, soprattutto per il consumatore finale che ovviamente non deve capire certi meccanismi ma “consumare” ripetutamente.
Oggi poi siamo circondati da talmente tanta merce da esserne storditi.

A me piace comprare e lo faccio.
Mi piace portarmi o ricevere a casa con corriere un pacchetto con l’oggetto che ho scelto ed ho l’entusiasmo di iniziare subito ad utilizzarlo.
Devo ammettere però che a volte mi sento frastornata e che se non si tratta di un acquisto per puro vezzo (eccheccavolo ci vuole pure quello!) applico il mio tentativo di compresione e consapevolezza.

Voglio capire cosa compro, interpretare le etichette geroglifiche e farmi delle domande.
Certo, se la maglietta che acquisto è stata prodotta in Bangladesh le domande che mi pongo non possono avere belle risposte…
Questo approccio a volte fa sì che per far spesa al supermercato impiego un sacco di tempo ma poi individuata un’azienda che produce come chiedo io mi fidelizzo e piano piano mi muovo con più agevolezza.

In Universo Ipazia abbiamo fatto alcune scelte riguardo l’argomento, che ci è sempre stato a cuore:

  • abbiamo eliminato il packaging superfluo (come le scatole, che vengono puntualmente buttate subito dopo l’acquisto) inserendo nelle etichette e sul nostro sito https://www.universoipazia.it   tutte le informazioni relative ai prodotti . Lo abbiamo fatto per motivi ecologici e di gestione delle risorse
  • cerchiamo di evitare inutili passaggi del prodotto vendendolo direttamente attraverso il nostro e-commerce o affidandolo a pochi rivenditori che contattiamo direttamente
  • applichiamo prezzi equi che non ci faranno mai arricchire ma che ci fanno essere serene
  • proponiamo con piacere omaggi/sconti/offerte in particolari occasioni, per avere con i nostri clienti un rapporto di scambio amichevole. E perché i regali piacciono a tutti!

Non priviamoci di un’acquisto se ci procura piacere e non roviniamoci il momento con sensi di colpa inutili.

Cerchiamo piuttosto di essere consapevoli e nell’emozione che ci procura un prodotto impariamo ad individuarne il valore intrinseco, soprattutto se il prodotto dobbiamo ingerirlo o applicarlo sul corpo.

O almeno proviamoci!

A presto

Giovanna
Universo Ipazia



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